Inaugurata a Vicosoprano la Biennale Bregaglia 2026

Sabato 6 giugno si è aperta ufficialmente a Vicosoprano la quarta edizione della Biennale Bregaglia, manifestazione che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio.
11.06.2026
3 min
Arazzo colorato con vari simboli e figure su uno sfondo di tessuto giallo, rosa e arancione, appeso a una finestra di pietra. Diversi

Ad accogliere il pubblico sono stati Davide Fogliada, presidente dell’Associazione Progetti d’Arte in Val Bregaglia, e Anna Radaelli, curatrice dell’edizione 2026.

Nel suo intervento introduttivo, Fogliada ha sottolineato come l’obiettivo di questa edizione sia stato quello di coinvolgere un numero crescente di istituzioni e realtà del territorio. Tra le nuove collaborazioni figurano quella tra la Scuola di Maloja e l’artista DEM e quella con Soglio Produkte, che ha realizzato il profumo “Transito”, ispirato al tema della Biennale. Fogliada ha inoltre ringraziato partner e fondazioni che hanno sostenuto il progetto.

A portare il saluto del Cantone dei Grigioni è stato Andrea Conrad, responsabile della Promozione della Cultura. Conrad ha ricordato come la Bregaglia, da sempre crocevia di lingue e culture, rappresenti un contesto particolarmente favorevole per iniziative che mettono in dialogo arte, territorio e comunità.

Anna Radaelli ha quindi presentato il percorso espositivo, ricordando come la valle sia stata nei secoli luogo di passaggio e di incontro, concetto che ispira il tema del «Transito» sviluppato dai dieci artisti invitati.

Una performance ha aperto già nel pomeriggio la Biennale, Al Fadhil sul ponte della Dogana di Castasegna, ha fatto incontrare persone e capre accomunate dal suono delle campane, la musica come modo per rompere i confini .

La Radaelli ha poi descritto le altre opere che ha portato alla biennale; l’artista DEM ha lavorato con gli allievi delle scuole di Vicosoprano e Maloja sui temi dell’identità e delle contaminazioni culturali. Il risultato è visibile sulla facciata della scuola di Maloja, mentre un trittico di bandiere è esposto nel fienile Giacometti a Stampa.

Haruka Fujita propone un’esperienza immersiva attraverso immagini delle rifrazioni della luce sulle bolle di sapone. Celia e Nathalie Sidler, con l’opera «Restär», danno voce alle contadine bregagliotte attraverso interviste accessibili tramite un codice presente sui prodotti dell’Alp Cavlocc.

Helena von Beust presenta un’installazione che raccoglie testimonianze legate ai cambiamenti che accompagnano il corso della vita, mentre Dominik Zehnder, con «Pozzo dei desideri» a Nossa Dona, invita a riflettere sulla ricerca di un altrove e sull’immagine che abbiamo di noi stessi.

Alla Torre Belvedere, Kathrin Sigrist crea un’opera che muta a seconda delle condizioni atmosferiche e dello sguardo dell’osservatore. Piero Pirelli, con la sua «Fontana del suono», combina acqua, luce e suono in una composizione che richiama un mandala contemporaneo.

Simone Berti affronta il rapporto tra cultura e natura collocando figure di animali selvatici in luoghi abitati dall’uomo, tra cui la casa del pastore di Stampa, la stalla Martinenga e la chiesa di Nossa Dona.

Umberto Cavenago presenta infine una grande scultura metallica a forma di masso erratico, collocata in cima al Passo del Maloja grazie alla collaborazione con un’azienda engadinese. L’opera resterà successivamente negli spazi esterni della nuova scuola di Maloja.

La Biennale si sviluppa lungo tutta la valle, da Maloja a Castasegna, invitando il pubblico a percorrere un itinerario artistico che intreccia luoghi, paesaggio e riflessioni sul tema del transito.

La giornata inaugurale si è conclusa con una cena preparata dal ristorante Piz Cam e una serata danzante animata dall’Orchestra Sonia Mori.

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