Corbetta, Giacometti, Varlin: la cultura unisce il territorio

Venerdì scorso, presso il Museo Ciäsa Granda di Stampa, si è tenuta l’apertura della stagione museale 2026.
04.06.2026
3 min
Un uomo con occhiali e giacca blu legge da un leggio di legno all'interno di una stanza grigia, con un'opera d'arte appesa alla parete.
Dr. Jakob Messerli, presidente della Fondazione Museo Ciäsa Granda e Atelier Giacometti.

Una stagione che, oltre alle mostre permanenti e al prolungamento dell’esposizione dedicata a Ernst Scheidegger e alla Bregaglia, propone anche la nuova mostra Corbetta, Giacometti, Varlin, visitabile fino al 18 ottobre.

Molte le persone accorse all’appuntamento, che rappresenta ormai quasi un evento mondano per l’ambiente culturale bregagliotto e non solo, vista la presenza di numerosi visitatori provenienti anche da fuori valle. Nutrita la rappresentanza chiavennasca, con la presenza dell’assessora alla Cultura del Comune di Chiavenna, Elena Tam.

A dare il benvenuto ai presenti è stato il presidente della Fondazione Museo Ciäsa Granda, Jacob Messerli, che ha innanzitutto ricordato la figura di Serafino Corbetta, illustre cittadino di Chiavenna. Per 34 anni guidò l’ospedale cittadino, ma i suoi interessi spaziavano ben oltre l’ambito medico: si dedicò infatti con grande impegno alla costruzione di relazioni nel mondo della cultura e dell’arte, sia in Italia sia nella vicina Svizzera, dando vita a una notevole collezione artistica.

Fu proprio grazie alla sua attività di medico in Bregaglia, dove aveva in cura Annetta Giacometti, che Corbetta conobbe dapprima Alberto Giacometti e successivamente Varlin. Con entrambi strinse una profonda amicizia e venne ritratto più volte dai due artisti.

Messerli ha poi ricordato la fortuna avuta dal Museo Ciäsa Granda grazie alla donazione effettuata lo scorso anno dalle tre figlie di Serafino Corbetta – Natalia, Anna Maria Pucci Corbetta ed Elisa – consistente in una raccolta di circa cento documenti tra scritti e fotografie provenienti dal lascito del padre. Anna Maria Pucci Corbetta, presente in sala, è apparsa particolarmente emozionata per il caloroso applauso ricevuto.

La mostra Corbetta, Giacometti, Varlin presenta per la prima volta una parte di questa donazione. Lettere e fotografie, tra cui alcuni scatti di Henri Cartier-Bresson, offrono uno spaccato della vita di Alberto Giacometti e di Varlin, nonché dell’amicizia che legava Serafino Corbetta ai due artisti. L’esposizione è completata da due importanti prestiti: due ritratti di Serafino Corbetta, uno realizzato da Alberto Giacometti e l’altro da Varlin, oltre a un’intervista televisiva del 1969 nella quale Corbetta racconta il proprio rapporto con Alberto Giacometti.

Jacob Messerli ha inoltre ricordato come il 2025 sia stato un anno importante per il futuro del museo, grazie alla realizzazione di due passi fondamentali: la nomina di Chiara Boldini quale direttrice, figura chiamata a professionalizzare ulteriormente la gestione della struttura, e l’approvazione da parte dell’Assemblea comunale, nel dicembre scorso, del credito d’impegno destinato a finanziare il progetto di ampliamento e ristrutturazione del museo.

A chiudere il momento ufficiale è stato il sindaco Fernando Giovanoli, che ha sottolineato come la cultura sia sempre più importante per mantenere e creare legami all’interno del territorio e come questa nuova esposizione ne rappresenti una concreta dimostrazione.

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