Come nasce un testo pluripremiato?

La Casa della letteratura dei Grigioni ha organizzato per il 5 giugno un incontro con la scrittrice Begoña Feijoo Fariña, vincitrice del Premio svizzero di letteratura 2026 con la sua opera “Come onde di passaggio”.
16.06.2026
3 min
Si parla di letteratura al Kulturgasthaus Pontisella
Vincenzo Todisco e Begoña Feijoo Fariña parlano del libro "Come onde di passaggio".

Il testo, presentato dall'autrice presso la Kulturgasthaus Pontisella, ha ottenuto anche il Premio letterario grigione 2026. Vincenzo Todisco ha intervistato l'autrice in un dialogo molto fruttuoso e coinvolgente, per la gioia del drappello di amanti della letteratura presenti.

Racconta Begoña di essere stata lungamente in dubbio sull'opportunità di scrivere un libro in cui centrasse, anche solo sullo sfondo, il crollo del ponte Morandi a Genova. Lei era spesso in transito tra la Toscana e Ovada, avrebbe dovuto passarci proprio il 14 agosto per andare a trovare sua suocera. Dopo il crollo, la vista insopportabile di quel triste resto l’ha messa in connessione con quanti sopravvivono ad una così drammatica trasformazione, architettonica oltre che umana. Una volta decisasi, è stato ancor più chiaro per lei che non avrebbe descritto altri personaggi se non di assoluta finzione e unicamente salvi, per non insultare il lutto di quanti sono rimasti coinvolti.

L'operazione creativa è stata indagata da Vincenzo Todisco in modo così approfondito che quasi l'autrice ha dovuto interrogarsi su alcuni aspetti del suo stesso lavoro. Mentre i due scrittori dialogavano nel suggestivo salottino ricavato nel fienile a Stampa, si è potuto assaporare il suono delle pagine lette e quanto il lavoro mille volte rivisto abbia creato una scrittura quasi palpabile: verbi al presente, verbi atmosferici. Dice Begoña: “Io vivo il testo mentre scrivo e la vita dei protagonisti accade mentre tu la leggi”. Il moderatore sente imporsi la presenza del vuoto o dell'apparenza, della finzione o dell'intenzione non manifesta, della fuga o dell'assenza di contatto. “In fondo - replica Begoña -, è un po’ così per ciascuno e la finzione della letteratura è mettere su carta una realtà plausibile”.

Per la costruzione dei cinque personaggi ha pensato per loro un nome, un'età, una professione, un nucleo familiare e poi ha cominciato a immaginare cosa fanno la mattina. Se per tutto il libro i personaggi si muovono indipendentemente l'uno dall'altro, nel capitolo 14 un crescente climax li conduce tutti verso le 11:36, qualcuno incrociandosi quel giorno; capitolo, questo, costruito con un minuzioso calcolo delle distanze e delle tempistiche.

Secondo lei la scrittura, dando nome a ciò che si agita in noi, colma i vuoti. Così come li colma il leggere libri altrui. Dunque, leggiamo, perché finito il lavoro degli scrittori comincia il nostro, parallelo, di lettori.

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