Da Poschiavo a Zugo, undici atleti ai National Summer Games

Al centro dell'attenzione c'è Arianna Giovanoli, 22 anni, atleta della Bregaglia e utente di Movimento Poschiavo.
29.04.2026
4 min
Una giovane donna sorride mentre prova una bici adattata, indossando un casco blu e una giacca a righe. Due persone la assistono nella preparazione della bici.
Arianna Giovanoli sorride in sella alla sua bici "Asmile". Assieme a quasi una trentina di atleti provenienti dai Grigioni parteciperà a fine maggio ai National Summer Games di Special Olympics a Zugo.
© Keystone-ATS

Undici atleti di Movimento Poschiavo, istituzione che supporta adulti con disabilità, insieme alle sedi di Samedan e Scuol, parteciperanno ai National Summer Games di Special Olympics a Zugo in programma a fine maggio.

Zugo si prepara ad accogliere i National Summer Games di Special Olympics Switzerland (28-31 maggio 2026). Movimento Poschiavo sarà protagonista con una delegazione motivata e numerosa. In totale 27 atleti rappresentano le sedi Movimento: 11 da Poschiavo, 11 da Samedan e 5 da Scuol, pronti a cimentarsi in tre discipline – boccia, atletica leggera e bicicletta/rampichino.

Arianna e la bici "Asmile": un progetto che unisce

Al centro dell'attenzione c'è Arianna Giovanoli, 22 anni, atleta della Bregaglia e utente di Movimento Poschiavo. Affetta da alfa-mannosidosi, una malattia genetica rara, Arianna Giovanoli ha trasformato le sfide in motore di cambiamento. Grazie al progetto Olimpink, nato da una collaborazione fra vari servizi, essa gareggerà infatti con una bicicletta pensata e progettata su misura: telaio in bambù, giunti stampati in 3D, tecnologia al servizio dell'inclusione.

"La bicicletta è già in funzione, mancano solo alcuni dettagli", spiega Iris Crameri Murbach, capo delegazione dalla sede Poschiavo per la trasferta di Zugo, a Keystone-ATS. Il prototipo, sviluppato con la guida dell'artigiano di Tirano (I) Daniele Rinaldi, permette alla 22enne di percorrere in autonomia i 500 metri a cronometro previsti dalla gara. "Ha già vinto – afferma la capo delegazione – perché si è messa in gioco con tutta la sua volontà".

Mentre Arianna Giovanoli completa il suo ciclo di 12 sessioni di allenamento, gli altri atleti di Movimento Poschiavo si preparano al bocciodromo nel paese di Prada per la disciplina boccia, e su percorsi dedicati per il rampichino. "Tutti si allenano dall'inizio dell'anno con grande impegno", precisa Crameri Murbach.

Un dettaglio curioso: nei comunicati ufficiali si parla di 139 atleti dalla Svizzera italiana, ma il Grigioni sembra non rientrare in quel conteggio. "Forse perché siamo tre realtà diverse di uno stesso cantone", osserva ironicamente la capo delegazione. Di certo, oltre a Movimento, parteciperà anche l'associazione ARGO di Coira, a testimonianza di un tessuto inclusivo che attraversa tutto il Cantone.

Olimpink: il rosa che include

Il nome del progetto della bicicletta di Arianna Giovanoli non è casuale: Olimpink richiama la maglia rosa del Giro d’Italia (oltre a essere uno dei colori preferiti dell'atleta), ma qui il colore diventa simbolo di uno sport che sensibilizza, insegna e avvicina. Dietro la bici c'è il lavoro delle prime classi del grado secondario I di Poschiavo, coordinate dagli insegnanti Federica Tognolini e Reto Spadini, e il contributo solidale di una classe di Roveredo in Mesolcina che ha sostenuto l'iniziativa con una raccolta fondi.

È un progetto condiviso e che mette in gioco molte competenze trasversali, che ha superato anche i confini: dalla Valposchiavo alla Valtellina (I), dalla Mesolcina all'Engadina, la rete cresce.

Dal 28 maggio, per gli atleti di Movimento Poschiavo, Zugo sarà l'occasione di mostrare che lo sport è un linguaggio universale. E per l'atleta bregagliotta, quei 500 metri in sella alla sua "Asmile" rappresenteranno il traguardo di un percorso fatto di coraggio, ascolto, progettazione, impegno e fiducia.

"Progetti come questo - conclude Josy Battaglia, responsabile di sede di Movimento Poschiavo, sostenitore e iniziatore del progetto - nascono e prendono forma unicamente perché vi sono persone che guardano oltre il proprio 'orticello', e sanno muoversi ai limiti dei propri mandati professionali, istituzionali (e sociali). Ciò che sta succedendo è incredibile, e lascerà il segno soprattutto nelle vite degli alunni che vi hanno partecipato, come in tutti noi che ammiriamo con tanta emozione. L’obiettivo di Daniele Rinaldi è ambizioso, e i suoi ideali sono anche i nostri. Arianna invece si accontenta di molto meno: è spesso sorridente perché in tanti hanno avuto attenzioni particolari per lei in quest’ultimo periodo. Ride di gusto quando è a contatto con persone a cui piace stare con lei, soprattutto fra i tanti giovani che incontra regolarmente grazie a questa iniziativa" .