L'attuale conformazione dei boschi risente ancora in parte dello sfruttamento intensivo avvenuto nel diciannovesimo secolo. Si sono abbattuti alberi per scaldarsi, per costruire, per farne carbone, per estrarre il tannino. Lo scriveva Hieronimus von Salis nel 1818, di passaggio in Bregaglia e lo confermano Mario Lucchinetti e Andrea Giovanoli che hanno intrattenuto il 9 maggio quindicina di interessati al tema. Sono state organizzate in passato delle occasioni divulgative sui castagni e “formazione Bregaglia” ha proposto ai responsabili dell'azienda forestale di occuparsi in questa occasione della totalità degli alberi. Ad ascoltarli un pubblico variegato: chi conosceva nomi e caratteristiche degli alberi e chi non ne sapeva granché. I due relatori hanno saputo incuriosire e hanno risposto puntualmente e con dovizia di dettagli alle numerose domande. Risale al 1876 il primo regolamento federale sui boschi, coevo del primo regolamento sulla caccia; non è un caso: concetti come “landscape of fear” spiegano come il bosco muti dinamicamente a seconda della presenza di prede e predatori: selvaggina, cacciatori e bosco interagiscono strettamente; per questo forestali e guardiacaccia collaborano costantemente. Oggi si devono affrontare numerose sfide. Primo tra tutti il cambiamento climatico che spinge la crescita delle piante ad altitudini sempre maggiori, costringendo le specie in sommità a spazi sempre più ridotti.
I risultati della progettazione dei forestali saranno visibili tra 50 e 100 anni. La Bregaglia, con altre 58 località in Svizzera, aderisce ad una sperimentazione, in località dre Mota, dove diverse specie di alberi sono state piantate per studiarne l'adattabilità: a Berna e Maienfeld sono stati piantati addirittura dei cedri, che ben sopporteranno periodi di calore prolungati. Un passo molto importante a cui sta provvedendo l'ufficio forestale è la compresenza, nei boschi, di alberi di diversa età, vecchi, medi, novellame, per garantire un ricambio costante e un rifornimento di legname permanente. Allo scopo di lasciare luce alle piante più giovani si stanno operando dei tagli in punti in cui i boschi sono troppo fitti. Questa gestione non riguarda il bosco sopra i 1600 m e una zona sopra il Ciresc, protetta. Ultimo, ma non per questo meno preoccupante problema, riguarda le malattie: funghi, coleotteri, tarli e alberi invasivi e tossici. In molti casi sarebbero sufficienti degli inverni più rigidi con temperature sotto i 13 ° e gelate tali da sterminare i parassiti. Uno studio ha rivelato che a marzo sono fondamentali le piogge per lo sviluppo ottimale degli alberi.
Molto curiosa la lotta al bostrico, insettino che per attrarre la femmina rilascia nelle tane nuziali scavate negli abeti rossi un feromone. L'unica possibilità per impedire il dilagare dei coleotteri è riconoscerne la presenza durante le sei settimane in cui sono presenti le larve. I cani di Mario Lucchinetti sono addestrati per riconoscere il feromone e sono tra i più affidabili in Europa; esistono altri sei addestratori in Svizzera, ora riuniti in un'associazione: ben vengano perché solo nel 2022 sono stati danneggiati 2000 m³ di alberi
Per concludere il pomeriggio ci si recati sopra Nosa dona che rappresenta, per le sue caratteristiche, uno specchio di come potrebbe cambiare il bosco in futuro: esistono specie tradizionali assieme ad alberi normalmente presenti ad altitudini minori. Qui nel 1998 è stata recintata un'area a prova di cervo, con reti di 220 cm di altezza; a pochi metri si trovano abeti bianchi della stessa età: all'interno sono altri circa 6 m., all'esterno non ne raggiungono neanche uno. Il pomeriggio si è concluso con gran soddisfazione, sia per gli organizzatori, sia per chi ne ha beneficiato. Molte le nozioni apprese, l'invito ad osservare i mutamenti attorno a noi e il piacere di una camminata nel bosco, col passaggio di un Picchio rosso e alcuni moniti: il bosco non è un parco divertimenti, occorrono piante vigorose come pure vecchi tronchi in decomposizione; il bosco è fondamentale come protezione da valanghe e alluvioni, per contrastare il calore, rifornire d'aria pulita e come habitat per le specie animali.