La Fondazione de Salis ha lo scopo di preservare, divulgare e promuovere il patrimonio culturale retico, principalmente in Val Bregaglia, con particolare attenzione agli aspetti estetici ed etici nel contesto storico delle Tre Leghe, predecessori del Cantone dei Grigioni.
Il museo sorgerà in zona Brentan, a Castasegna, nei pressi dell’ex ristorante Roccabella. Arrivato nel cantiere, ci si rende subito conto che quella che verrà costruita sarà un’opera di grandi dimensioni: lo scavo già realizzato, dove Jacques ci ha accolto per la cerimonia, ha una grandezza notevole, almeno per la Bregaglia.
Il progetto prevede, nel piano interrato, una biblioteca utilizzabile anche come sala conferenze e riunioni; al piano superiore sorgeranno le sale espositive, mentre nel vecchio ristorante Roccabella verrà realizzata una caffetteria. L’apertura della struttura museale è prevista per la primavera del 2028. L’intento è quello di proporre mostre a partire da temi scelti — etica, estetica, filosofia e incontro tra presente, passato e futuro.
Alla cerimonia erano invitate le autorità politiche: il sindaco Fernando Giovanoli e il granconsigliere Maurizio Michael; le due autorità religiose locali, Simona Rauch per la Chiesa riformata e don Giuseppe per la Chiesa cattolica; l’architetto dell’opera, Renato Maurizio, con due giovani collaboratori; Leonardo Bühler con gli operai addetti alla realizzazione; e Bernhard Marosczyk, autore insieme alla sua compagna della pietra di terracotta posta come prima pietra.
Dopo i primi momenti informali, la cerimonia ha assunto una veste più solenne. Ci siamo disposti in cerchio nei pressi di una piccola buca nel terreno; quindi ha preso la parola Jacques de Salis, che ha sottolineato il valore culturale e spirituale dell’iniziativa, evidenziando come il museo voglia offrire nuove prospettive di conoscenza attraverso l’osservazione degli oggetti esposti. La prima pietra, una terracotta realizzata da Ursula e Bernhard Marosczyk, rappresenta il numero otto, simbolo di resurrezione e perfezione eterna nella tradizione cristiana, nonché forma architettonica ricorrente nell’arte sacra.
Nel suo discorso Jacques de Salis ha ringraziato tutti i presenti per il contributo dato e per quello che daranno alla realizzazione dell’opera.
Il rituale è poi proseguito con l’intervento di Simona Rauch e di don Giuseppe, che hanno espresso il loro piacere per questa scelta, oggi inconsueta, di avviare i lavori sotto la loro benedizione. Sono stati letti alcuni versetti della Prima lettera ai Corinzi, che richiamano l’importanza di costruire su basi solide, anche spirituali. L’invito è stato quello di partecipare e collaborare alla realizzazione di qualcosa di più grande di noi, che tende al sublime e verso cui siamo chiamati a lavorare con fiducia, gioia e speranza: desideri che si fanno preghiera. I presenti sono stati invitati a passarsi simbolicamente la pietra tra le mani prima che venisse deposta e ricoperta di terra.
Con l’avvio ufficiale dei lavori, la Bregaglia si prepara ad accogliere una nuova realtà culturale destinata ad arricchire ulteriormente il patrimonio della valle.