ARTIpasto 2026, seconda parte

L’ARTIpasto 2026 è giunto a conclusione. Quest’anno gli organizzatori l’hanno sdoppiato: la prima parte nei giorni precedenti Pasqua e la seconda nei giorni seguenti l’Ascensione, festività molto sentite in Bregaglia, scuole e uffici chiusi.
22.05.2026
4 min
Una donna sorridente in piedi accanto a una serie di sculture in pietra disposte su un tavolo. Sullo sfondo, una parete di pietra e un'apertura che

La tattica ha funzionato. È stata pensata anche per giocare in difesa contro le imprevedibili condizioni meteorologiche ma, nonostante qualche nuvola pienotta, l’interesse c’è stato e ogni offerta ha attirato dei curiosi.

La composizione dei partecipanti, come intuito e auspicato dalla strategia comunale per il turismo, è sempre più mista. C'è chi non conosce la Bregaglia se non di sfuggita e ne approfitta per soffermarsi e c'è chi la conosce a fondo ma scopre qualche angolo o qualche prospettiva nuova: turisti e locali si prendono del tempo per un'attività o una mostra, sempre accompagnate da uno spuntino a chilometro zero o addirittura a metri 25.

Il 14 maggio Margrith Picenoni ha accompagnato due gruppi di persone a Promontogno in uno spazio espositivo che aprirà ogni mercoledì per mostrare le opere di suo marito Ernesto. In marmo bianco, granito o pietra verdina proveniente da Pontresina le mani di chi per lavoro modellava la pietra hanno sottratto sere e domeniche alla famiglia per dedicarsi su richiesta alle incisioni tombali; da lì in poi una passione che ha portato a bassorilievi e sculture, sempre partendo da scambi di vedute in casa, sempre avendo dei soggetti da cui trarre ispirazione: animali impagliati della scuola o persone note per i volti. Ci sono Andrea Scartazzini e Dante, di cui Ernesto era un appassionato lettore, ci sono Alberto Giacometti, Giovanni Segantini e Varlin nel presepe. Pare che lo scalpellino chiese ad Alberto consiglio sull'opportunità di frequentare una scuola: segui il tuo istinto, gli rispose lui, che la scuola ti condizionerebbe troppo e perderesti il tuo stile personale.

Il signor Picenoni interagiva molto con chi era coinvolto nelle sue opere: aggiunse al “ciclo della vita” il tempo del gioco perché degli scolari gli fecero notare che aveva scolpito solo il tempo dell’istruzione. Di ogni singolo pezzo di pietra veniva sfruttata al massimo la forma. la malleabilità e ogni sua parte. Bellissimi gli alpinisti che scalano la pietra stessa o la biscia che vi striscia dentro. Nel ciclo della vita, dietro ogni sezione c'è un orologio, a tenere il tempo, e spesso ogni parte visibile nasconde una che richiede una maggiore ricerca.

All'osteria da Donato si potevano poi vedere, passando per l'atelier a Bondo, dei quadri creati con la tecnica del puntinismo; un lavoro che richiedeva molto tempo e che ovviava alla difficoltà di Ernesto di trovare un particolare effetto cromatico da lui desiderato.

Il pomeriggio successivo alcune sue opere sono state ospitate nella galleria il Salice a Castasegna. Qui Jacques de Salis le ha affiancate per contrapposizione ad alcuni disegni di Piero del Bondio. Poco più di un tocco di pennello, il più possibile monocromatico, senza colori i disegni di Piero per dare uguale risalto ai due.

La mattina del 15 si è tenuto in via Muntegn un laboratorio gestito da Romano Giovanoli, cresciuto in quello stabile, e da suo figlio Mattia che studia e insegna grafica e tipografia. I partecipanti hanno potuto decorare uno dei tre libricini con sopra il testo di tre leggende legate alla Bregaglia il campanile di Soglio il sole nello scrigno e i 7 briganti del set. Ai fogli numerati e sciolti, veniva Applicato un fissativo sovrapposta la copertina ed ecco che ciascuno dei presenti tornava a casa con un manufatto e con qualche nozione artistica.

Sabato pomeriggio nel salone del Centro Giacometti, Marco ha presentato le anteprime del contenuto culturale da lui pensato per il 2026. Numerose le collaborazioni: con le Scuola primaria, con l’ente turistico, con il Mini Museo di Arte Moderna di Mesocco di Mattia Cerenghetti.

Nei locali sottostanti la casa si potevano ammirare foto raffiguranti Alberto Giacometti recuperate in diversi archivi svizzeri. Quest’estate si potranno vedere anche i 22 video dell’app ArtWalk e un filmato in cui Fernando Tiberini e Marco inscenano le tipiche domande che ogni turista fa giungendo in questi luoghi giacomettiani.

Tra saluti e omaggi floreali la manifestazione si apprestava a chiudere i battenti, non prima dello spettacolo "Il fondo del sacco" presentato dalla Pgi Bregaglia nella sala polivalente di Vicosoprano.

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