Il mondo è bello perché è falso

Mercoledì 27 febbraio presso il puntoBregaglia Roberto Giannetti, giornalista dal 1988 per la sezione di economia del Corriere del Ticino, ha fotografato per i presenti una redazione di quarant'anni fa.
05.03.2026
3 min
Un gruppo di persone sedute attorno a un tavolo lungo, in una sala riunioni con pareti in legno. Alcuni partecipanti ascoltano un relatore che si trova

Quando una persona è incinta o anziana non le si dice tutto. Un evento descritto da 10 persone differenti vedrà 10 racconti diversi. L'intera storia del mondo si basa su pochi ritrovamenti, tramandati con errori e interpretati con pregiudizi. Perfino in seno alla chiesa si vive di credenze: a dieci diverse teche si rivolgono i fedeli di San Valentino. Bugie bianche, mezze verità, illusioni ottiche e chi più ne ha più ne metta. Big Fish di Tim Burton, tra le più meravigliose storie in cui la finzione è solo presunta, ci insegna che la verità non esiste, non è necessaria e non è uno strumento utile per comprendere il reale, per sua natura mutevole e imprevedibile. La ragione ha bisogno della fantasia, il sospetto va accompagnato dalla capacità di meravigliarsi, l'indulgenza può aiutare la severità. Insomma, concentrarsi nel 2026 sui pericoli dell'intelligenza artificiale, sulle fake news e su come cambiano i giovani non dovrebbe essere un tema.

Mercoledì 27 febbraio presso il puntoBregaglia Roberto Giannetti, giornalista dal 1988 per la sezione di economia del Corriere del Ticino, ha fotografato per i presenti una redazione di quarant'anni fa, quando copia incolla era davvero taglia con le forbici un rotolo ricevuto col telex e incollalo su fogli, quando la foto andava sviluppata velocemente per poterla allegare e la cronaca veniva dettata al telefono.

Alcune tematiche rimangono immutate: “Business non è vendere il giornale al lettore ma il lettore alla pubblicità” valeva per l'imprenditore Warren Buffett come vale per chi acchiappa lettori sulle piattaforme oggi: ogni click un guadagno.

La maggior parte della serata è trascorsa in uno scambio di considerazioni sullo stato attuale della società. Renato Tomassini, studente di economia, Hanna Gerig, Valeria Bischoff, tra i presenti, hanno spostato l'attenzione su un uso consapevole delle tecnologie: implicazioni, conoscenza dei presupposti e attenzione agli eccessi o dipendenze. Maurizio Michael ha illustrato il senso di un recente accordo ATS-testate locali proprio per sottolineare l'importanza di un'informazione in loco, che parta dalla conoscenza approfondita dei fatti prima di giungere al lettore.

Ricordando il tempo dedicato alla lettura delle notizie, Werner Ruinelli forse anticipa un piacere che si riscopre oggi dove è necessaria un'attenzione maggiore a ciò che si legge, alle immagini che ci vengono proposte e agli automatismi a cui ci porta il cellulare. Più di prima è importante non cedere alla tentazione di rassegnarsi, di considerare tutto falsità: questa è esattamente la strategia politica di chi ci vuole incapace di approfondire. Lo insegnava già Hannah Arendt. Da quella che può sembrare una degenerazione, dall'attuale strapotere della finanza può nascere una maggiore attenzione al nostro tempo personale, a non essere lettori e consumatori passivi.