Ogni anno, il primo venerdì di marzo, esse invitano tutte le persone a celebrare una giornata di preghiera comune. La comunione nella preghiera e nell’azione unisce tra di loro uomini e donne di numerosi paesi nel mondo.
La realizzazione della liturgia per quest’anno è stata fatta dal Comitato della Giornata mondiale di Preghiera della Nigeria. Il titolo dato è tratto da Matteo 11, 28-30: “Voglio darvi ristoro, venite!”
Per la Bregaglia, la celebrazione ecumenica si è tenuta nella chiesa di Casaccia alle 20:00.
A dare il benvenuto ai presenti alla celebrazione è stata Nadia Prevosti, che ha ricordato che il tema della liturgia è l’invito amorevole che Gesù fa a chi è oppresso da pesanti fardelli, dicendo loro: “Voglio darvi ristoro, venite”.
La serata è stata incentrata sulla testimonianza di Don Giuseppe, parroco di Bregaglia, che ha raccontato la sua esperienza in Nigeria dopo diversi viaggi di aiuto alla comunità locale. Ha descritto la Nigeria come un paese molto grande e popoloso (circa 200 milioni di abitanti), ex colonia inglese fino al 1960, ma politicamente instabile e privo di una forte cultura democratica. Il sud del paese è prevalentemente cristiano, mentre il nord è a maggioranza islamica, e diverse etnie si contendono il potere.
Don Giuseppe ha parlato anche della violenza del gruppo terroristico Boko Haram, responsabile di molti attacchi e migliaia di vittime, e ha ricordato la guerra del Biafra che ha segnato il passato del paese. Nelle grandi città, come Abuja, Lagos e Ibadan, la povertà diffusa e la corruzione (anche nella polizia) creano gravi problemi sociali e criminalità.
Molti nigeriani attribuiscono le difficoltà del paese allo sfruttamento delle risorse, soprattutto il petrolio, da parte degli europei, che spesso vivono in compound moderni vicino ai pozzi petroliferi, in forte contrasto con la povertà della popolazione locale. Nei villaggi, invece, la vita è organizzata in modo tradizionale: il villaggio è guidato da un anziano saggio; le donne lavorano nei campi e si occupano della famiglia, mentre gli uomini si dedicano agli affari o alla vita sociale.
Le donne sono poi state protagoniste della serata. Sono state loro ad alternarsi nella lettura della liturgia: tre ragazze della scuola secondaria, poi la pastora Witzsch e poi ancora donne della comunità locale che hanno letto le storie di donne nigeriane.
La serata è stata molto partecipata, con canti e momenti di riflessione e una colletta finale.