Chiavenna e il suo “Dialogo per la Pace”

Domenica 28 dicembre, nel Palazzo Pestalozzi di Chiavenna, si è tenuta la tavola rotonda "Un dialogo per la pace", organizzata e voluta dal gruppo Luci per il Dialogo.
10.01.2026
3 min
Discussione con sei persone sedute su una piattaforma, ciascuna con un microfono. Alcuni hanno fogli di carta. Sullo sfondo ci sono opere d'arte appese

Luci per il Dialogo (LxD) è il gruppo formato da molte realtà del territorio di Chiavenna che ha l’obiettivo di promuovere la pace e la giustizia sociale, attraverso il confronto, la riflessione e il dialogo.

Già protagonista nei due anni passati di numerose iniziative volte ad informare e a sensibilizzare sulla guerra in Ucraina e sul genocidio in corso a Gaza, LxD ha questa volta, saputo concepire ed organizzare un piccolo miracolo: due ore di dialogo appassionato e profondo fra gli esponenti di diverse comunità religiose, tra filosofia, fede e civismo.

Domenico Vitali, dottorando in filosofia, moderatore e ideatore della serata, ha aperto la discussione ricordando come, ora più che mai ci sia bisogno di pace. Pace che per essere realizzata necessita di uno sforzo attivo e costante e questo sforzo non può partire che dalla comprensione reciproca.

Ad essere protagonisti del dialogo sono stati: Youssef Zahir Imam della comunità musulmana di Monza e Brianza, Abdelwahed rappresentante del centro culturale islamico di Gera Lario, la pastora Marie-Ursula Kind della comunità protestante di St. Moritz e Andrea Caelli arciprete della comunità pastorale di Chiavenna e Prata.

Domenico Vitali nella sua premessa ha fatto un raffronto tra l’attualità dell’inconciliabilità tra mondo occidentale cristiano e mondo arabo musulmano e quella che era presente in Europa nel tardo medioevo, quando si viveva la minaccia di un’invasione islamica. Il dialogo è così partito rifacendosi ad un testo del XV secolo il “De Pace fidei” del cardinale e filosofo Nicoló Cusano.

Le domande e i discorsi degli ospiti hanno analizzato la natura delle diverse religioni, le loro visioni comuni, ma anche alcuni punti di dissonanza. Diversità interreligiosa che nella storia ha spesso portato a violenza e conflitti e questo perché la religione si è spesso statalizzata ed è stata usata dall’uomo per i propri interessi, sia politici che di espansione territoriale. Molto interessante la distinzione proposta sa Don Andrea Caelli, quando ha ammesso che sì le religioni sono violente, ma è la fede ad essere non violenta, perché relazione vitale tra due entità.

La pastora Maie Ursula Kind ha inoltre ricordato come nella convenzione europea dei diritti umani è scritto del diritto di libertà religiosa e quindi di come la politica si dovrebbe esimere dal suo coinvolgimento. Il dato di fatto è che c’è una grande paura dell’ignoto e su questa paura spesso si fa leva per avere vantaggi politici. In sintesi, si puó sicuramente affermare che, essendoci un solo Dio, diversi sono i sentieri che portano ad esso e la fede nel proprio cammino e nell’approdo comune è la spinta che può essere volano di dialogo e rispetto reciproco.

Più di trecento le persone che hanno assistito all’evento, sia in sala che a distanza, approfittando della possibilità della diretta streaming. Questo riscontro è andato sicuramente oltre ogni più rosea aspettativa dell’organizzazione e a suscitare un apprezzamento ancor più grande è sicuramente il fatto che un evento di tale spessore culturale e spirituale, e di così grande attualità, sia stato concepito e organizzato dagli under-30 di LxD. Giovani che si fanno guida della comunità nell’indicare come la strada per navigare le turbolenze e le miserie del mondo contemporaneo, sia nella forza dell’incontro, dell’ascolto e del dialogo.

A concludere, un tocco di bellezza e fonte di ispirazione, una performance musicale dalla profonda valenza spirituale, ispirata ai versi di Mahmoud Darwish, poeta nazionale palestinese, e di Franco Battiato.

La sensazione è che il bellissimo evento non sia che l’inizio di un cammino da fare insieme in comunità.