Werner Ruinelli, presidente di Pro Natura Bregaglia, ha dato il benvenuto alle tante persone accorse venerdì 13 marzo, alla sala mensa della scuola secondaria di Stampa, per conoscere il felino selvatico che da alcuni anni è tornato a fare della Bregaglia il suo habitat.
A presentare dapprima l’animale in generale — caratteristiche, comportamento e presenza nel tempo e nel territorio svizzero — è stato Arno Puorger, biologo a capo del Dipartimento “Grandi Predatori” del Canton Grigioni. Insieme a lui, a chiudere la presentazione, il guardiacaccia bregagliotto Renato Roganti, che ha illustrato gli esemplari presenti in Bregaglia, i loro comportamenti e i loro spostamenti.
Arno Puorger ha iniziato la sua presentazione della lince ricordando che quella presente in Svizzera appartiene alla specie euroasiatica, che ha dimensioni simili a quelle della sua preda preferita, cioè il capriolo, e che pesa intorno ai 20 kg. Caratteristiche distintive dell’animale sono la peluria sulla punta delle orecchie, la folta barba e la maculatura del mantello.
Il periodo del calore e dell’accoppiamento è di solito tra febbraio e marzo e la lince partorisce in media due piccoli; è un animale solitario. Un tempo aveva un’ampia diffusione, ma l’erosione del suo habitat e la diminuzione delle sue prede selvatiche hanno portato, per mano dell’uomo, alla sua scomparsa: l’ultima lince uccisa nei Grigioni risale al 1872, in Bassa Engadina.
Successivamente, una legge federale di circa 150 anni fa per la protezione della selvaggina ha permesso il ripopolamento di caprioli, camosci e cervi. Quando la popolazione di questi animali è diventata significativa, sono iniziati i progetti di reinserimento dei grandi predatori: circa cinquant’anni fa sono state reintrodotte le prime due coppie in Svizzera centrale.
A livello nazionale la popolazione è cresciuta anno dopo anno e oggi è stimata in circa 350 esemplari. Nel Canton Grigioni i primi avvistamenti risalgono al 1999; oggi si stimano tra un minimo di 25 e un massimo di 40 linci.
La sua preda preferita nel territorio alpino è il capriolo, seguita dal camoscio, con pochissime predazioni di animali da reddito. Per rilevarne la presenza, vista la difficoltà delle osservazioni dirette, si fa ampio uso di immagini scattate da fototrappole, sia di cacciatori sia degli uffici competenti. La distinzione tra un esemplare e l’altro avviene in base alle macchie, uniche e caratteristiche, del mantello.
Questa tecnica ha portato anche, quattro anni fa, al primo avvistamento in Val Bregaglia. Renato Roganti, nella sua esposizione, ha ripercorso con passione questi anni mostrando foto e video in suo possesso. Oggi in Bregaglia è accertata la presenza di due linci, fotografate tramite fototrappole e talvolta avvistate direttamente, anche dallo stesso Roganti, tra Sils e Chiavenna.
Una settimana fa sono state viste insieme e chissà che non sia stata l’occasione per un accoppiamento.
La lince è un animale difficilissimo da vedere in natura, ma quando accade regala un’emozione grandissima. Renato ha definito il suo avvistamento, avvenuto la scorsa estate in zona Murtaira, “il giorno più bello della sua vita da guardiacaccia”.