“Certamente un impegno importante è stata la gestione dei costi, -dichiara Ueli Weber- abbiamo avuto dopo un anno e mezzo dall’inizio dei lavori un aumento consistente dei costi dei materiali dovuto alla guerra e alla pandemia, anche la concorrenza tra le ditte non ha giocato, come pensavamo, a nostro favore. Ci siamo subito resi conto che i costi dell’intero progetto rischiavano di salire significativamente e per questo abbiamo reputato necessaria l’introduzione nel processo di un sistema di individuazione di elementi che avrebbero permesso la riduzione dell’aumento dei costi Questo processo è stato molto difficile, anche perché eravamo in presenza di un progetto che è scaturito da un concorso di architettura e figlio di una visione globale, che non permetteva la modifica o la cancellazione di una parte di esso.
È stato molto importante, nel rapporto con il team di progetto, essere fermo nella definizione dell’obiettivo della riduzione dei costi. Ho preso questa responsabilità e il risultato devo dire è stato molto positivo. Tutti insieme abbiamo trovato la possibilità di risparmiare una cifra importante, possiamo parlare di qualche milione di franchi.
L'altra dimensione impegnativa era la gestione di tutti i membri specialisti responsabili: pianificatori, direzione lavori, ingegneri stradali, ingegneri di ponti, dirigenti del cantone; era un’organizzazione ampia con tutti individui e con le loro specializzazioni e le loro esperienze e tutti volevano fare il massimo sulla qualità dal loro punto di vista. E io ero in mezzo a moderare discorsi a votle accesi. È stato quindi non solo un lavoro di gestione, ma anche di mediazione, alla fine possiamo dire che siamo arrivati insieme ad avere un ottimo prodotto.”
Attenzione ai costi e moderazione fra le parti
A Ueli Weber, capo del dicastero delle infrastrutture e responsabile del progetto, ho chiesto quali sono state le maggiori criticità affrontate nel processo svolto per la realizzazione del progetto.
Una prospettiva dall'alto sul cantiere ora terminato di bondo ii in val bregaglia. nuovi ponti, argini e strade rialzate proteggeranno il paese da future colate detritiche.
© Keystone-ATS /
Gian Ehrenzeller