Tumee tenta il tutto per tutto per liberare Anin: travestito da pastore protestante entra nella cella del Pretorio e tenta di persuadere Anin a scappare, mentre lui prenderà il suo posto.
Intanto Menga, divorata dai rimorsi di coscienza, ha fatto sapere al Podestà di aver manovrato lei stessa Anin nelle mani della giustizia. Scongiura perciò i giurati di liberare l’amica e di chiederle se fosse disposta a perdonarla.
Si ritrovano tutti nella “stüa” di Menga e riescono a chiarire le cose; anzi Anin perdona l’amica Menga e questa dice di voler sposare Battista, il fratello di Anin tornato dall’estero.
Le due mamme accordano alle due coppie la loro benedizione e presto si festeggeranno le nozze.