Evento facente parte degli appuntamenti della Biennale Bregaglia. La conferenza si è articolata in due momenti principali. Il primo è stato dedicato alla presentazione della Biennale Bregaglia da parte di Anna Radaelli, affiancata dall’artista Dominik Zehndler, che ha illustrato il proprio lavoro e l’opera Pozzo dei desideri, installata a Nossa Dona. La seconda parte, prendendo spunto dal tema del transito, filo conduttore di questa edizione della Biennale, ha approfondito il rapporto tra lo scultore bregagliotto Alberto Giacometti e Mario Negri, artista nato a Tirano e milanese d’adozione. A presentare questo approfondimento sono stati la storica dell’arte Serenella Tedesco e Marco Giacometti.
Anna Radaelli ha aperto l’incontro ripercorrendo la storia delle precedenti edizioni della Biennale e illustrando il proprio lavoro curatoriale, basato sull’ascolto della comunità locale. Ha quindi spiegato come il concetto di transito caratterizzi la Bregaglia, sia come valle di passaggio sia attraverso fenomeni storici, quali il contrabbando e le migrazioni, che hanno contribuito a modellarne l’identità culturale. Successivamente ha presentato le dieci opere in esposizione e i rispettivi artisti. Dominik Zehndler ha quindi illustrato il proprio percorso artistico, soffermandosi sul dialogo tra le sue opere e gli spazi che le ospitano.
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata ad Alberto Giacometti, di cui quest’anno ricorrono il 125° anniversario della nascita e il 60° della morte. Serenella Tedesco ha approfondito il rapporto di amicizia tra Giacometti e Mario Negri, nato a metà degli anni Cinquanta, fotto di incontri tra Milano e la Bregaglia. Negri, più giovane di quindici anni e agli inizi della propria carriera, sarebbe poi diventato uno dei maggiori scultori italiani del secondo Novecento, mentre Giacometti era ormai avviato a essere riconosciuto come uno dei più importanti scultori del panorama internazionale.
I due artisti condividevano l’attenzione per la figura umana e il rapporto tra scultura e spazio. Il loro incontro avvenne in occasione di un articolo che Mario Negri stava preparando per la rivista Domus: si recò infatti in Bregaglia, visitando la casa della famiglia di Giacometti. Da quell’esperienza nacque una profonda stima reciproca. Lo stesso Negri scrisse infatti che ricordare «padre, madre e paese natio» rappresentava una chiave fondamentale per comprendere Giacometti e le ragioni più profonde della sua ricerca artistica.
Marco Giacometti ha infine presentato alcune lettere inedite di Alberto Giacometti indirizzate a Mario Negri, accompagnandole con aneddoti sulle visite dello scultore italiano a Stampa e Maloja.
L’incontro si è rivelato particolarmente interessante, sia per i contenuti proposti sia per la capacità di creare nuove relazioni e rafforzare i legami con gli estimatori della Bregaglia e del suo patrimonio culturale. Portare la Biennale fuori dalla valle rappresenta un’importante opportunità di promozione del territorio e potrà favorire nuove collaborazioni e iniziative in futuro.