Immagini e proverbi di casa

"Dachesa" di Gian Giovanoli. Un libro, quasi una finestra sulla Val Bregaglia e sull'Engadina catturate dal fotografo.
20.01.2026
2 min
Fotocamera con obiettivo in primo piano, mostra un ritratto in bianco e nero di un uomo con barba. Dati di esposizione visibili sul display della fotocamera.
© Gian Giovanoli

Gian Giovanoli, già ospite al KulturGasthaus di Stampa nel 2024, ha presentato il 6 dicembre nel suo “Atelier” a St. Moritz un libro molto particolare: si tratta di un volume di quattro chili e mezzo, 250 foto di notevoli dimensioni in bianco e nero.

Alla fotografia di paesaggi è arrivato dopo aver lavorato come cuoco ed essersi dedicato allo sport. Una volta intrapresa la carriera come fotografo si è occupato di moda e di sport, ma nel tempo ha scoperto di preferire a tutto il lavoro in mezzo alla natura, tra piante e animali.

Gli ci possono volere 30 appostamenti, alzandosi alle 3 di notte alla ricerca della giusta luce, del momento fortunato da catturare, perché per lui il 99% del lavoro deve derivare dall'obiettivo fotografico; si considera più un artigiano che un'artista. Ha scelto un formato grande, perché guardando le foto sembra quasi di affacciarsi alla finestra e dice: “O fai un lavoro fatto per bene, o non lo fare per niente”.

Il libro si intitola “Dachesa” ed è dedicato alla sua patria: la natia Engadina e la Bregaglia dei suoi avi. Oltre alle foto, scelte tra quelle scattate negli ultimi vent'anni, ci sono una dozzina di modi di dire: un omaggio al romancio e alla semplicità dei modi, ma anche uno sfottò alla vita di eccessi e paillettes dei signori di passaggio.

Il volume si rivolge in questo modo sia agli occhi che al cuore, solo per i 2000 acquirenti più veloci.