Per evitare incomprensioni e malintesi, oltre a rispondere alle singole domande, ci permettiamo innanzitutto di illustrare brevemente di cosa si tratta.
Il Centro Sanitario Bregaglia (CSB) è un istituto indipendente di diritto pubblico. Secondo legge esso deve essere gestito secondo principi economici e commerciali. Questo implica che alla direzione del CSB venga data la possibilità di agire, sperimentare, applicare innovazioni, proporre progetti e iniziative. La flessibilità e l’innovazione di queste strutture sanitarie sono necessarie per poter sopravvivere in un contesto complesso e difficile.
L’apertura di alcune camere della Casa di cura a ospiti provenienti dall’Italia è uno di questi progetti, nato in seguito ad alcune richieste pervenute da famiglie in difficoltà.
Su questa base, e per capire se la proposta potesse avere un seguito di interesse per il CSB la direzione del CSB, osservando un calo di occupazione nel reparto lungodegenza, ha avviato una proposta più o meno stutturata.
La proposta, che ha subito degli adeguamenti nel tempo, tiene conto dei seguenti principi:
- vengono accolti solo ospiti in stato di effettivo bisogno (urgenza) che sono registrati in una lista d’attesa presso una casa di riposo di oltre confine
- il soggiorno non è garantito in quanto il CSB è tenuto a dare priorità ad ospiti domiciliati
- la durata del soggiorno è limitata nel tempo
- il numero dei posti letto messo a disposizione è limitato
Per l’attuazione del progetto, in una prima fase, sono state stabilite delle tariffe “dedicate”, allo scopo di rendere possibile l’attuazione della proposta e generare un beneficio per il CSB. (le tariffe hanno subito nel tempo vari adeguamenti).
Attraverso la presentazione di un progetto Interreg di cooperazione transfrontaliera si intendeva inoltre, e fra altro, creare le basi per colmare a breve termine la differenza di tariffa con gli ospiti domciliati in Svizzera e a medio-lungo termine, in accordo con le autorità italiane, trovare una soluzione stabile per il finanziamento dell’offerta.
Nel frattempo, recentemente, il progetto Interreg è stato approvato e permetterà di attuare i passi previsti. Sulla base dei risultati che saranno ottenuti dal progetto e della sostenibilità a lungo termine della proposta, la Commissione d’amministrazione deciderà se proseguire o meno con l’offerta.
Le autorità cantonali competenti sono a conoscenza della proposta e seguono con interesse la sua evoluzione.
Rispondiamo ora ai quesiti posti dal partito UDC Bregaglia.
1. Istoriato
Primi singoli casi sono stati accolti su richiesta nel corso della seconda metà dell’anno 2024. In seguito, nel corso del primo semestre 2025, la richiesta è aumentata ed è stata maggiormente strutturata. Nell’autunno 2025 la richiesta è diminuita per riprendere nuovamente negli ultimi mesi.
2. Tariffe
Per la definizione delle tariffe per gli ospiti provenienti dall’estero non ci sono vincoli di legge. La direzione del CSB ha stabilito le tariffe tenendo conto di vari fattori, applicando principi commerciali. Le condizioni di accoglienza e le stesse tariffe sono state adeguate nel tempo.
La tariffa applicata a partire dall’autunno 2025 ammontava a CHF 900 a settimana corrispondenti a CHF 3'850 mensili, alla quale vanno aggiunti i costi delle terapie e del trattamento medico ecc.. Il contributo mensile complessivo medio per ospite ammonta a ca. CHF 4'700 a fronte di ca. CHF 6'000 a carico degli ospiti residenti. Nel frattempo sono in fase di attuazione e previsti ulteriori adeguamenti più o meno sostanziali.
I costi indiretti, in particolare quelli legati al mantenimento dell’infrastruttura (edifici, impianti, ammortamenti, ecc.) nonché ai nuovi investimenti, non sono inclusi in tale calcolo in quanto in gran parte finanziati dall’ente pubblico. Fino al 2012 tali costi erano coperti separatamente dall’ente pubblico; solo da allora sono integrati nelle tariffe applicate alle residenti e ai residenti svizzeri.
3. Offerta attuale
Attualmente presso il CSB sono ricoverati 4 ospiti provenienti dall’Italia. Con l’adeguamento delle tariffe e l’impiego di una parte del contributo ottenuto nell’ambito del progetto Interreg sarà possibile colmare la differenza di costo rispetto alla somma pagata dall’ospite svizzero. Per il futuro si prevede che il numero di ospiti stranieri si collocherà attorno alle 4-5 unità.
4. BESA
La quota a carico delle residenti e dei residenti per il soggiorno nella casa anziani non è direttamente correlata al BESA.
Il BESA riguarda esclusivamente le prestazioni di cura soggette all’obbligo LAMal, le quali vengono fatturate all’assicuratore malattia. Eventuali costi residui sono coperti dall’ente pubblico nell’ambito del finanziamento del disavanzo.
La tariffa relativa all’alloggio e al vitto è identica per tutte le residenti e per tutti i residenti, indipendentemente dal livello BESA.
5. Partecipazione ai costi da parte di enti svizzeri
Poiché si tratta di persone di cittadinanza straniera senza domicilio in Svizzera, non viene concessa alcuna partecipazione ai costi né da parte del Cantone né da parte dei Comuni svizzeri. Lo stesso vale anche per le casse malati ecc.
Tenendo conto di quanto sopraesposto nemmeno sono state fatte delle richieste in tale senso.
La questione se e in quale misura sia possibile ottenere un contributo dalle istituzioni italiane sarà approfondita nell’ambito del progetto Interreg ed è attualmente oggetto di ulteriori accertamenti.
Confidiamo che le presenti spiegazioni abbiano consentito di fornire un riscontro chiaro e oggettivo ai quesiti sollevati e restiamo volentieri a disposizione per ulteriori informazioni.
Commissione d’amministrazione del Centro Sanitario Bregaglia