"Per me la cosa più importante è riuscire ad essere vicino alla gente e restare il meno possibile seduto alla mia scrivania", racconta Monsignor Bonnemain in un incontro nel palazzo vescovile a Coira. Il contachilometri della sua macchina ne è la prova: l'anno scorso ha percorso 35'000 chilometri. Dal 2021 è riuscito a visitare quasi tutte le oltre 300 parrocchie della diocesi, che copre i Grigioni, Svitto, Uri, Glarona, Obvaldo, Nidvaldo e Zurigo. "Sono stati cinque anni intensi. A volte possono sembrare molto lunghi, ma allo stesso tempo sono passati molto in fretta", racconta il vescovo nato a Barcellona con il suo accento spagnolo.
Polarizzazione diminuita
Bonnemain è stato nominato vescovo da Papa Francesco nel 2021 dopo anni di faticosa ricerca, in una diocesi lacerata da profondi conflitti interni fra l'ala conservatrice e quella progressista. "Dopo anni di attesa questa nomina rappresenta un segnale di pace e di speranza per la diocesi di Coira, ma anche per tutta la Chiesa svizzera, aveva commentato il presidente della Conferenza dei vescovi, Felix Gmür. Monsignor Bonnemain è un costruttore di ponti, un uomo di trasparenza, capace di invitare al dialogo e a favorirlo".
In un documentario della Radiotelevisione romancia RTR andato in onda nel 2022 il vescovo definiva il suo incarico una "mission impossible". Ma ora a quattro anni di distanza racconta che le tensioni e la polarizzazione che c'erano prima del suo arrivo sono diminuite. "Tutti ci siamo avvicinati, ma non è stato facile", ammette.
Giustizia per le vittime di abusi
Il vescovo, laureato in medicina, a livello nazionale è diventato il volto della lotta contro gli abusi sessuali in ambito ecclesiale. Nel 2002 la Conferenza dei vescovi svizzeri costituì una commissione di esperti, di cui Bonnemain ne divenne segretario. "In questi ultimi anni non ci sono quasi più stati abusi così pesanti come trent'anni fa. Questo perché è aumentata la sensibilità di tutti, non soltanto di chi lavora nell'ambito pastorale, ma anche di tutte le persone a tutti i livelli dell'opinione pubblica", spiega il vescovo.
Nel 2023 un'analisi condotta da storici dell'Università di Zurigo aveva rilevato più di mille abusi sessuali perpetrati da chierici cattolici e appartenenti all'Ordine dal 1950. Gli stessi esperti parlano della punta dell'iceberg. Fra un anno è prevista la fine dello studio, che consentirà di stabilire la portata reale degli abusi.
Secondo Bonnemain bisogna portare avanti le misure scaturite dalla prima analisi. Fra queste ci sono test psicologici approfonditi per candidati ai seminari, ai noviziati e alla formazione come operatori pastorali laici; l'accordo con i centri cantonali di assistenza alle vittime riconosciuti in Svizzera, affinché le vittime di abusi in ambito ecclesiastico possano ricevere consulenza, sostegno e accompagnamento in modo completamente indipendente dalla Chiesa; evitare che documenti degli archivi ecclesiastici vadano distrutti; l'istituzione di un tribunale ecclesiastico penale nazionale. "È una questione di giustizia per cercare di fare trasparenza sul passato e fare tutto il possibile per prevenire abusi in futuro", sottolinea il vescovo, conscio che per le vittime non si farà mai abbastanza.
Andare avanti fino a ottant'anni
Il lavoro per Joseph Maria Bonnemain non manca. Per alleggerire il carico di impegno al quasi 78enne da quest'estate verrà introdotto un vescovo ausiliare nella diocesi di Coira. "La prassi della Santa Sede è che quanto un vescovo diocesano ha compiuto già 70 anni non gli viene più affidato un vescovo ausiliare. Nel mio caso però Papa Leone ha fatto un'eccezione", racconta Bonnemain. Tre nomi di possibili candidati sono stati inviati a Roma, spetterà poi al Papa prendere una decisione.
Per Bonnemain è importante che il vescovo ausiliare segua la sua visione, che esca dunque per strada a trasmettere alla gente la Buona Novella della sequela di Cristo. Ma è possibile che il nome scelto sarà il successore di Monsignor Bonnemain? "In passato in questa diocesi è successo che il Papa abbia nominato un vescovo ausiliare con diritto a successione. Ciò ha creato un gran casino. Nella mia lettera al Papa ho sottolineato tre volte che non si tratta di un vescovo coaudiatore, ma uno ausiliare", evidenzia il vescovo di Coira. In questo modo il suo successore verrà nominato come da previsto con il coinvolgimento del Capitolo della cattedrale.
Bonnemain sembra però ancora totalmente dedito alla sua missione per pensare di smettere il suo lavoro. Normalmente, i vescovi devono offrire le loro dimissioni al Papa quando compiono 75 anni. "Papa Francesco aveva detto che potevo rimanere almeno cinque anni. Ora Papa Leone XIV accettando il mio desiderio di un vescovo ausiliare è come se indirettamente avesse dato il suo consenso per poter continuare ancora il mio lavoro".
Il limite massimo per vescovi e cardinali è il compimento degli ottant'anni. Joseph Maria Bonnemain se la sente quindi di continuare ancora fino al 2028? "Oggi sì, domani vedremo".