Da sempre attenti alla questione ambientale, all’emergenza climatica e con l’obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2030, come da proposito di Climate Strike Svizzera, la struttura ha consultato la piattaforma Ecospeed per verificare la propria impronta ecologica.
Si è così scoperto che il principale fattore di emissioni nocive riguarda l’arrivo degli ospiti in sede utilizzando auto a combustibile fossile.
All’interno del consiglio di Salecina, composto all’incirca da 30 volontari che si incontrano due volte l’anno, ci sono dei gruppi di progetto, tra cui uno che si occupa del clima. A gennaio del 2025 è diventata operativa la proposta formulata nel 2022 dal gruppo di lavoro di introdurre un contributo di compensazione di 60 franchi per auto per quanti continueranno a raggiungere il centro in macchina, salvo urgenze personali. Qualora ci fosse un cambiamento nelle proprie abitudini si potrebbe ricevere una sovvenzione.
L’intenzione non è penalizzare, ma sensibilizzare.
Chiunque pernotti a Salecina riceve un abbonamento per muoversi gratuitamente sui mezzi pubblici, dunque non è indispensabile l’utilizzo della macchina, sia per chi li raggiunge da nord che da sud: treno e autobus collegano in maniera sufficiente la struttura.
Dai proventi di questo contributo è derivata una cifra che il centro ha deciso di adoperare in favore di strutture o enti, seguendo 3 criteri:
che l’organizzazione operi nella regione, in linea di massima tra Engadina e Valchiavenna;
che abbia un rapporto con Salecina o una affinità di intenti, ne sposi l’ideologia;
che venga utilizzato il contributo per una riduzione dello spreco energetico o del danno ambientale.
Per quest’anno è stato deciso di appoggiare con 2'000 franchi la Società Democratica Operaia di Chiavenna per l’adozione di un sistema di illuminazione a risparmio energetico del teatro che dovrebbe portare ad una riduzione del 75% di consumo.
Altri 2'000 franchi sono destinati alla sezione Bregaglia / Engadina Alta del Partito Socialista per l’impegno nella delicata questione dell’Aeroporto Regionale di Samedan.
Dal 2009 è in corso una battaglia affinché l’area aeroportuale di 500.000 m² non vada ad un privato, bensì rimanga di proprietà degli 11 comuni dell'Alta Engadina, con un progetto di ristrutturazione ridotto.
La struttura si dichiara lieta di accogliere progetti meritevoli di un sostegno per gli anni a venire.