Metti che tua figlia, in visita dalla nonna, voglia essere omaggiata di qualcosa custodito da tempo, ormai parcheggiato in un armadio, antico anche lui.
La giovane si trova una camicia da notte con merletti al collo e ai polsi, lunga e larga fino alle caviglie e decisamente non riesce ad apprezzare il tesoro: lino, canapa o cotone di ottanta e più anni fa, piante cresciute con un'aria e in un terreno precedenti l'avvento delle microplastiche. Ludmilla Weber va con il pensiero alle donne all'opera in locali mal illuminati, su telai o sgabelli intente a creare capolavori fantasiosi e robusti.
Ludmilla, modella, atleta, coreografa di moda, laureata in scienze del movimento e amante di piante e fiori, ha dal 2023 messo in piedi un'attività molto interessante: in una stalla di Soglio ha creato uno spazio piccolo, ma luminoso dove riportare in vita la biancheria che è troppo preziosa per essere ignorata ma che difficilmente si adatta alle esigenze contemporanee.
Con la missione del recupero e della circolarità e con una ciclonica intraprendenza, Ludmilla ha attirato sempre più clienti e da due mesi ha esteso la sua attività in quello che in precedenza era un locale non utilizzato dell’ Hotel Palazzo Salis, a Soglio.
Su prenotazione è possibile visionare i capi nati dal suo restauro: salva dall'oblio, seleziona e riporta a nuovo ciò che ha mantenuto la sua qualità e va semplicemente pulito; altrimenti trasforma ogni singola parte del capo cucendo lei stessa e in collaborazione con Bianca Gadola, apprezzata sarta.
È propensa a collaborare con altre donne: non teme la concorrenza perché da ogni lavoro comune deriva una crescita per tutti; racconta come alcune sue proposte abbiano stimolato Bianca e viceversa e di come molte persone dopo aver visto le sue idee abbiano riconsiderato i pizzi le tovaglie e le lenzuola di casa propria e abbiano dato loro nuova vita. Lei suggerisce degli accorgimenti o acquista ciò che non trova più posto nei cassetti. Prima di buttare una stoffa a cui non daremmo un centesimo, vale la pena contattarla.
È principalmente, quella di Ludmilla, una cura e un'attenzione per ciò che già esiste, che va solo valorizzato, senza snaturarne nulla. Molto bella la salvaguardia delle iniziali in cotone rosso e il recupero dei pizzi come ornamento. A fianco alla rigenerazione dei capi provenienti prevalentemente dalla Bregaglia o dall’Engadina, si possono trovare nella sua boutique anche costumi tradizionali, capi vintage di lusso e accessori salvati dal tempo: guanti di pizzo, ombrelli, valigie, cappelli fatti di crine di cavallo, minuscole borsette che sembrano uscire da un romanzo. C'è una gran varietà di fatture, materiali pregiati e la creatività trasforma il tutto in qualcosa di attuale.
Pensando a dove sia nata questa idea, ricorda come sua madre sia stata per lei un esempio: prima dell'abbigliamento sportivo tecnico lei già cuciva per i figli tute da sci con tessuto elasticizzato. Da lei ha ereditato il credo che nessuno deve temere di vestirsi come ama, non ci sono limiti in ciò che vorremmo indossare ma non osiamo. È potente la bellezza che Ludmilla scova negli oggetti e in natura per trasformarli nel suo brand belsulet.swiss; se avanza un pezzetto di stoffa ne fa un sacchetto e ci mette i fiori ed erbe del suo giardino.