Il primo taglio del fieno è stato soddisfacente, ma per il secondo e soprattutto il terzo si registreranno con tutta probabilità delle perdite. "Nei prati artificiali e naturali la crescita è quasi inesistente", ha spiegato Thomas Roffler, presidente dell'Unione dei contadini grigionesi, a Keystone-ATS.
Le colture all'aperto, come cereali e verdure, stanno soffrendo particolarmente a causa della siccità. Secondo Roffler, ciò ha anche delle conseguenze per i consumatori, come dimostra l'esempio delle patate: "A causa della mancanza d'acqua, la produzione non sta procedendo come si vorrebbe, né in termini di qualità né in termini di quantità". Se la domanda dovesse superare l'offerta, ciò potrebbe ripercuotersi sui prezzi.
Le aziende devono improvvisare
Il presidente dei contadini è preoccupato anche per l'economia alpestre. A queste temperature, gli animali hanno bisogno di più acqua, ma alcune sorgenti sono in secca. Le aziende agricole sono così costrette ad improvvisare, reindirizzando ad esempio l'acqua da pozzi che ne hanno ancora.
In alcune zone, gli agricoltori potrebbero beneficiare delle riserve idriche che sono state aumentate negli ultimi anni, ma non è così ovunque. "L'ampliamento delle capacità di stoccaggio è piuttosto costoso. Questi progetti infrastrutturali riguardano piuttosto il medio e il lungo termine".
I temporali previsti per i prossimi giorni potrebbero portare sollievo in alcune zone, ha spiegato Roffler. Le colture all'aperto e i prati permanenti, invece, hanno bisogno di piogge prolungate.