Dalle relazioni della presidente Veronica Ganzoni, della cassiera Mara Valerio e della responsabile dell’attività giovanile, Bettina Cadurisch, emerge l’immagine di un club in piena salute, capace di coniugare una solida organizzazione con un’intensa attività a favore dei più giovani.
Manifestazioni come la gara di sci di fondo Maloja Lauf e la gestione della cucina in occasione della corsa estiva intorno al lago di Maloja permettono infatti al club di raccogliere le risorse necessarie per finanziare la propria attività principale: la promozione degli sport invernali tra bambini e ragazzi.
Durante l’inverno vengono organizzati i corsi di sci di fondo del mercoledì pomeriggio e quelli di sci alpino per principianti al Pony Lift di Maloja, oltre ai corsi del sabato rivolti agli allievi delle scuole. Grazie alle entrate generate dalle altre iniziative, queste attività possono essere offerte alle famiglie a una quota di partecipazione puramente simbolica, registrando ogni anno un’ottima partecipazione.
Fondamentale è anche il contributo delle monitrici e dei monitori volontari, ai quali il club dedica particolare attenzione promuovendone la formazione attraverso corsi specifici, frequentabili già a partire dai 14 anni.
L’assemblea è stata anche l’occasione per salutare Martina Giovannini, che dopo molti anni ha lasciato il suo incarico di attuaria del comitato direttivo. Per favorire un graduale ricambio nel comitato, l’assemblea ha eletto all’unanimità tre nuovi membri: Alessia De Marinis, Irene Cadurisch e Andrea Giacometti. Il comitato passa così da sei a otto componenti. Durante il primo anno i nuovi eletti affiancheranno gli altri membri, per poi assumere incarichi operativi in base alle esigenze del club e alla disponibilità personale.
I soci hanno inoltre approvato il nuovo statuto richiesto da Swiss-Ski, aggiornato con disposizioni più moderne riguardanti, tra l’altro, la parità di genere e l’etica nello sport.
Lo Ski Club Maloja si conferma quindi il principale punto di riferimento per gli sport invernali in Bregaglia, discipline che devono però confrontarsi con gli effetti dei cambiamenti climatici. Le scarse precipitazioni nevose degli ultimi anni sono infatti tra le ragioni che hanno portato alla decisione di non adeguare l’impianto dell’Aela ai requisiti richiesti per ottenere le necessarie autorizzazioni all’esercizio, determinandone la chiusura.
Interpellata sull’argomento, la presidente Veronica Ganzoni ha espresso rammarico per la chiusura dell’impianto, soprattutto per il valore affettivo che esso rappresenta per molte persone. Al tempo stesso ha dichiarato di comprendere come l’importante investimento richiesto sia oggi difficilmente giustificabile, considerati i sempre più brevi periodi di innevamento registrati negli ultimi anni. Ha infine precisato che la chiusura dell’Aela non avrà conseguenze sull’attività dello Ski Club.