Il 19 dicembre scorso si è conclusa la sessione invernale del Parlamento svizzero, appena rientrata da Berna ho avuto il piacere, di incontrare la parlamentare bregagliotta Anna Giacometti, che è oggi a tutti gli effetti un punto di riferimento sia per il parlamento che come rappresentante per il nostro territorio.
A dimostrazione di questa rappresentanza la nostra discussione è iniziata subito con la sua voglia di raccontare come sia nata l’interpellanza da lei presentata per la “Sottotitolazione e traduzione automatica delle conferenze stampa del Consiglio federale”.
“L’idea è nata dopo un colloquio con un cittadino bregagliotto, - racconta la Giacometti- che mi ha segnalato la sua delusione per non aver capito il contenuto della conferenza stampa di Guy Parmelin sui dazi trasmessa il 14 novembre in diretta e prevalentemente in francese. Quindi, dopo essermi informata sull’argomento, ho chiesto con la mia interpellanza una traduzione simultanea per le conferenze stampa dei membri del governo e questo se passerà sarà un buon servizio anche per i non udenti”.
La discussione si è poi incentrata sull’argomento centrale di ogni sessione invernale, che è l’approvazione del preventivo, materia che vede la Giacometti molto preparata in quanto ormai da diversi anni è parte della Commissione delle Finanze.
“Con 90 miliardi di uscite rispettiamo il freno all’indebitamento- dice la Giacometti-. Rispetto allo scorso anno abbiamo un maggiore spazio di manovra per la realizzazione del preventivo. Devo dire che c’è stata una discussione non piacevole sulla proposta di stanziare un aumento di un milione da destinare alle organizzazioni che lottano contro la violenza sulle donne. Il confronto poi emerso con lo stanziamento di ulteriori mezzi per la protezione delle pecore da parte di Tamara Funicello (PS) è stato proprio infelice, c’è stata anche una manifestazione fuori dal Parlamento e una invasione di mail a chi ha votato no. Alla fine le due Camere hanno approvato. Io ho votato dal principio a favore. Una gran discussione e un gran rumore per un milione su un preventivo da nove miliardi.
Da membro della Commissione delle finanze sono preoccupa, perché le spese continuano ad aumentare, e sono due i settori principalmente responsabili di questo aumento, uno è l’esercito con la decisione di aumentare la spesa, ad esso dedicata, del un percento del PIL entro il 2032, e l’altro è la previdenza sociale.
Con la tredicesima AVS, abbiamo ottocento milioni di franchi in più da pagare che mancheranno per altre cose. Il Consiglio federale per ovviare a questa situazione è stato obbligato a preparare un pacchetto di sgravio tra i 2 e 3 miliardi all’anno a partire dal 2027. Questo pacchetto di sgravio è già stato trattato nel Consiglio degli Stati e questi hanno già tagliato tantissimo, riducendo le possibilità di risparmio. Il Consiglio federale proponeva risparmi su tutto, il Consiglio degli Stati ha già tolto l’agricoltura. In questo settore passa sempre tutto, soprattutto iniziative a favore dell’agroindustria che è lontana dai contadini di montagna. Ad esempio, per il preventivo 2026, sono passati 1,4 milioni di accantonamento per l’acquisto di patate da semina, cosi come sono passate due ulteriori mozioni: l’agevolazione per l’abbattimento del lupo, così come l’autorizzare per l’accelerazione dell’introduzione di pesticidi fitosanitari. Cosa che permette di adeguarsi alla legislazione europea, cosa sostenuta anche dall’UDC che a mio avviso mostra una certa incoerenza con quando poi sostiene nella campagna contro i bilaterali.
Questo continuo aumento di investimenti nell’esercito e nelle armi è giustificato da un sentimento di minaccia imminente, che è percepito all’interno del parlamento?
È evidente che la guerra è tornata in Europa, e dopo la fine della guerra fredda si era iniziato a risparmiare sull’esercito e questo è un dato oggettivo. Adesso noi dobbiamo reagire, tutti i paesi europei investono in spese militari e questo lo facciamo anche noi. Credo che il problema sia nel capire come finanziare questi aumenti di spesa. A fine gennaio potrebbe uscire una proposta dal Consiglio federale per un aumento dell’IVA per finanziare l’esercito; questo toglierebbe la pressione di risparmio nelle altre voci. Se non riusciamo a far passare questo pacchetto di sgravio il prossimo anno a dicembre, quando si discuterà del preventivo 2027, sarà una battaglia. Si dovranno andare a tagliare quelle posizioni che non sono vincolate, ad esempio la formazione, la cultura, la difesa, l’agricoltura e la collaborazione internazionale.
E per quanto riguarda il tema dei dazi con gli Stati Uniti?
Abbiamo avuto un dibattito urgente su questo tema. Sappiamo che dall’altra parte, abbiamo Donald Trump che vuole mettere sotto pressione la Svizzera. Ma il signor Donald Trump non ha capito che i tempi della democrazia svizzera non sono come quelli americani dove è lui che decide e va bene così. Adesso ha già detto che se entro il 31 di marzo non sarà approvato l’accordo allora forse cambierà idea. A me non piace questo accordo, non piace il modo con cui è stato approvato, il 15 per cento è meglio del 39 per cento, ma poi ci sono queste clausole come l’obbligo di investire in America 200 miliardi, e poi l’importazione di carne piena di ormoni, o il pollo al cloro. In questo ambito non è stato deciso niente, c’è stato un dibattito interno, ognuno ha detto la sua, ci sarà una grande pressione nel momento della votazione e non so quanto si possa correggere questo accordo.
Per uscire da questi macro temi ci può parlare di altro che lei ritiene interessante e che è stato discusso in questa sessione?
Forse può interessare l’iniziativa sui fuochi d’artificio, che chiede una maggiore protezione delle persone, degli animali e dell’ambiente dal rumore e dalle emissioni a essi legati, intendendo vietarne la vendita e l’uso a privati. Il Governo ed anche io sono contraria all’iniziativa e sono invece a sostegno del controprogetto. I Cantoni e i Comuni dispongono già delle basi legali per vietarne la vendita e l’uso. Io approvo il controprogetto che vuole vietare i petardi che fanno i botti.
Cosa è stato l’anno che si è appena concluso in Parlamento e cosa ci sarà di importante nel 2026?
Il 25 è stato l’anno dei dazi. Secondo me è stata criticata ingiustamente Katrin Keller-Sutter, per poi fare di Guy Parmelin l’eroe della riduzione dei dazi. Ci sono state delle votazioni che dal mio punto di vista sono andate bene, come quella sulla proposta del Partito Socialista di tassare l’eredità superiore ai 50 milioni respinta in modo chiaro e come anche la proposta di allargamento alle donne del servizio militare o civile, respinta anche questa.
Per il nuovo anno spero che finiscano le guerre, è preoccupante la situazione di diversi popoli del mondo, la questa propensione a fare nuove guerre mi fa davvero paura.
Ci aspettano votazioni interessanti nel mese di marzo, ne cito due. Una è quella dei “200 franchi bastano” che se accettata potrebbe essere un vero disastro per il nostro Cantone plurilingue. L’altra è l’imposizione individuale e io sostengo questa iniziativa. Una sua approvazione permetterebbe di togliere la penalizzazione del matrimonio e favorirebbe le donne a rientrare nel mondo del lavoro. Nel 2026 ci sarà la votazione che arriva dall’UDC sulla limitazione della popolazione a 10 milioni, e non capisco nel caso in cui passerà, come poi possa essere applicata, queste sono votazioni pericolose.
Per concludere auguro tanta salute a tutti e buone feste.