L’ultima sessione della legislatura si è tenuta in modo inconsueto il giorno seguente l’elezione del governo e del parlamento cantonale, sessione aperta lunedì 15 giugno. Per 44 parlamentari questa è stata l’ultima presenza in a Gran Consiglio, sia perché non ricandidati, ma anche perché non rieletti. Io ho intervistato come al solito Maurizio Michael che anche in questa tornata elettorale ha avuto la meglio sugli altri candidati del circolo di Bregaglia e quindi sarà chiamato ad esserne rappresentante per la quinta legislatura. Per quanto riguarda i contenuti è stata una sessione in linea con i lavori consigliari che si tengono solitamente in giugno: conto annuale 2025, rapporto di gestione, verifica del programma annuale e poi discussione sul rapporto della perequazione finanziaria dei comuni, rapporto di cui il parlamento prende atto. C’è stata come al solito anche l’elezione della presidente e del vicepresidente del Governo per l’anno successivo, da gennaio subentrerà a Martin Bühler, Camelia Maissen vicepresidente nel 2025, e subentra come vicepresidente Peter Payer.
Signor Michael mi farebbe piacere approfondire un tema discusso nella sessione e in particolare, da abitante della Bregaglia è per me di notevole interesse, come credo per tutti gli abitanti del Comune, conoscere quanto è stato discusso grazie all’incarico Berweger concernente la strategia relativa alla forza idrica 2022-2050, e mettere in relazione la situazione a Coira con le aspettative del nostro territorio.
La situazione che abbiamo oggi a Coira è il risultato di un'interpretazione estremamente rigida della strategia energetica cantonale del 2022. Si tratta di una strategia della quale il Gran Consiglio ha semplicemente preso atto confermandone la direzione, senza votarla integralmente, ma che Governo e amministrazione, oggi, stanno applicando come se fosse una decisione vincolante da seguire alla lettera.
Eppure, già nel dibattito del 2022, il Parlamento aveva espresso chiaramente la necessità di prevedere eccezioni e di valutare attentamente i rischi. Non era affatto emerso un consenso unanime: al contrario, erano stati sollevati numerosi interrogativi, in particolare sulla tutela dell'autonomia comunale e sulla sovranità dei comuni nella gestione delle proprie risorse idriche.
Oggi il Cantone sembra voler decidere direttamente le modalità di gestione, lasciando ai comuni una sovranità che appare sempre più teorica che reale. Una situazione che considero inaccettabile. Una strategia dovrebbe indicare una direzione, non trasformarsi in un obbligo rigido e immutabile.
L'incarico Berweger nasce proprio dall'esigenza di fare chiarezza dopo quattro anni dall'adozione della strategia energetica. Il testo chiede un rapporto dettagliato sullo stato di avanzamento dei lavori, alla luce delle crescenti difficoltà emerse in diversi territori e delle criticità nella comunicazione da parte dell'Ufficio cantonale dell'energia.
Vi sono regioni che il Cantone indica come esempi di mediazione riuscita, come il caso del Surses. Tuttavia, in queste realtà i comuni si sono sostanzialmente affidati alle indicazioni cantonali. In altri casi, invece, le autorità comunali si sono rivolte a consulenti indipendenti e proprio da qui sono nate valutazioni differenti e divergenze di vedute.
Per questo motivo il rapporto richiesto dovrebbe fornire un quadro chiaro della situazione attuale: spiegare quali passi sono stati compiuti, quali risultati sono stati raggiunti e quali aspetti necessitano di essere corretti o quantomeno ridiscussi.
In Gran Consiglio si percepisce una crescente sfiducia nei confronti dell'Ufficio cantonale dell'energia e della sua direzione. A ciò si aggiunge un forte turnover del personale: numerosi collaboratori hanno lasciato l'ufficio negli ultimi anni, con una significativa perdita di competenze sia nel settore energetico sia in quello del trasporto pubblico.
Si tratta di un segnale preoccupante per un dipartimento che riveste un ruolo strategico per il futuro del Cantone. Proprio per questo abbiamo presentato un incarico che propone di separare le competenze relative all'energia e al trasporto pubblico, affidandole a due strutture amministrative distinte.
Nel caso dell'incarico Berweger, il Governo e la consigliera di Stato Camelia Maissen avevano proposto di accoglierlo, ma rinviando la consegna del rapporto a una data successiva rispetto al 2026. Il Gran Consiglio ha però respinto questa modifica a larga maggioranza, imponendo al Governo di procedere secondo i tempi originariamente previsti”.
Per quanto riguarda la Bregaglia, qualcuno potrebbe sostenere che la convinzione di arrivare rapidamente alla firma dei contratti, sulla quale sono stati pianificati importanti investimenti comunali, sia stata eccessivamente ottimistica.
Va ricordato che il Comune ha costruito le proprie strategie sulla base di accordi e orientamenti condivisi con il Cantone prima del 2022. Il Comune di Bregaglia ha scelto di seguire una strada diversa, ritenendo troppo elevati i rischi derivanti da un nuovo assetto gestionale. Ha quindi deciso di puntare sul miglioramento del modello esistente e sulla creazione di valore aggiunto per il territorio, elaborando una proposta compatibile con gli obiettivi della strategia cantonale che però non rientra nello schema rigido previsto oggi dall’amministrazione cantonale.
Una soluzione verrà probabilmente trovata, ma non appare né imminente né scontata.
Durante il dibattito parlamentare ho sottolineato la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra tutti gli attori coinvolti. Progetti di questa portata possono essere portati avanti solo se vi è credibilità, coerenza e trasparenza nelle decisioni assunte.
Ho inoltre richiamato l'attenzione sulla necessità di valutare in modo realistico i rischi legati alla strategia energetica: dall'evoluzione futura dei prezzi dell'energia alla concorrenza di altre fonti energetiche, fino agli aspetti ambientali.
Oggi si tende a formulare previsioni molto ottimistiche sui possibili utili futuri e, sulla base di queste aspettative, a coinvolgere il settore pubblico. Il rischio è che comuni e istituzioni si trovino ad assumere responsabilità rilevanti senza disporre delle competenze e dell'esperienza necessarie per affrontarle, caricandosi di compiti che non dovrebbero spettare né al Cantone né agli enti locali.