Gli uccelli tra paura e meraviglia

Domenica 19 aprile, nella sala comunitaria di Stampa, si è tenuto l’ultimo appuntamento con “Domenica al cinema”, rassegna di film proposta dalla pastora Simona Rauch.
23.04.2026
2 min
Due donne sorridenti si abbracciano dietro un banco di accoglienza in un ambiente interno. Una indossa una camicia a quadri e l'altra un maglione gial

I film presentati durante la rassegna avevano come filo conduttore il rapporto che l’essere umano instaura con gli animali, offrendo anche l’occasione di discuterne insieme. Come nel caso dell’ultimo incontro, il pomeriggio è stato suddiviso in due momenti distinti: una prima parte con la proiezione del film del maestro della suspense Alfred Hitchcock, Gli uccelli (1963), seguita da un incontro con Nadia Negrini e Claudia Smith, appassionate di ornitologia.

Il film, considerato un classico del genere horror, mette al centro una serie di relazioni, in particolare quella tra i protagonisti e una minaccia sempre più crescente proveniente dal cielo: gli uccelli. Durante lo svolgersi della storia, questi attaccano in modo via via più cruento la popolazione e i protagonisti, dando vita a una sorta di guerra tra uccelli e esseri umani. Il motivo di questi attacchi è una domanda che i protagonisti si pongono più volte, ma che rimane senza risposta, lasciando spazio a interpretazioni personali.

Nonostante siano passati oltre sessant’anni, il film suscita ancora grande interesse, anche per le tecniche di ripresa e gli effetti speciali utilizzati all’epoca, molto diversi da quelli resi possibili oggi dalla tecnologia. Basti pensare che i numerosi uccelli presenti nelle scene erano veri e addestrati.

Dopo una merenda, Nadia Negrini e Claudia Smith hanno offerto un intervento sugli uccelli dal punto di vista ornitologico: non come minaccia, ma come espressione della natura, da ammirare per la sua straordinaria varietà e per le caratteristiche comportamentali. Sono state mostrate fotografie di diverse specie presenti in Svizzera, fatti ascoltare i loro versi e soddisfatte le curiosità del pubblico.

È probabile che, uscendo all’aria aperta, molti dei presenti abbiano alzato lo sguardo verso il cielo per osservare il comportamento degli uccelli o ascoltarne il canto, con una consapevolezza e un’attenzione certamente diverse rispetto a prima.