Valli meridionali non sono più rappresentate nel governo retico

Dopo oltre un quarto di secolo le valli meridionali dei Grigioni non hanno più un rappresentante in governo a Coira. Ciò costituisce un possibile rischio, secondo i candidati non eletti ieri nell'esecutivo.
15.06.2026
4 min
Un gruppo di cinque persone in abbigliamento formale, sorridenti e in piedi in uno studio moderno. Sullo sfondo, pareti in legno e dettagli minimalisti.
I cinque rappresentanti del Governo retico: da sinistra Peter Peyer, Marcus Caduff, Carmelia Maissen, Valérie Favre Accola e Martin Bühler. Nessuno di loro proviene dal sud del Canton Grigioni.
© Keystone-ATS / Gian Ehrenzeller

La Surselva e la Prettigovia sono le due regioni che da gennaio 2027 continueranno ad essere rappresentate in governo. Con la fine del mandato del Consigliere di Stato Jon Domenic Parolini a fine dicembre, l'Engadina invece non ha più un rappresentate a Coira. E con la mancata elezione ieri del candidato liberale della Bregaglia, Maurizio Michael, anche le vallate grigionitaliane non saranno più rappresentate nell'esecutivo.

È dal 1999 che Engadina e vallate del sud vantano una presenza in governo. In quell'anno fu eletto il valposchiavino Claudio Lardi (PS), che rimase in carica fino al 2010. Nel 2008 seguì poi l'engadinese Barbara Janom Steiner (Centro) e negli ultimi undici anni e mezzo l'attuale direttore del Dipartimento cultura, educazione e protezione dell'ambiente Parolini ha rappresentato le valli del sud.

Unire i granconsiglieri del sud

Non avere una voce proveniente dal sud può essere un rischio, secondo i non eletti in governo, tutti provenienti dai Grigioni meridionali. "La realtà delle valli del sud è diversa e ce ne siamo resi conto nuovamente nelle ultime settimane", ha commentato Aita Zanetti (Centro), riferendosi al caso della criminalità organizzata in Mesolcina. "Non si tratta solo della lingua, ma anche della distanza dai centri, dei tragitti più lunghi, delle altre sfide che abbiamo nelle valli del sud. E ora questa prospettiva manca".

Gli fa eco il deputato liberale Maurizio Michael, che durante la campagna elettorale ha più volte sottolineato la lontananza percepita fra Coira e il sud del Cantone. "Se già segnalavo in passato una mancanza di sensibilità nei confronti della prospettiva verso sud, questa cosa non è migliorata per niente, anzi. Io ho l'impressione che peggiorerà rispetto a prima", ha commentato Michael. Toccherà ora al Parlamento assumersi la responsabilità di rappresentare il sud del Cantone. "Bisognerà essere ancora più incisivi a difendere gli interessi dei territori di lingua italiana. Penso si dovrà intervenire di più a livello politico, non solo per quanto riguarda i temi relativi alla lingua, ma soprattutto sui temi relativi alle sensibilità politiche necessarie per questi territori".

Anche la sindaca di Pontresina e granconsigliera per i Verdi liberali, Nora Saratz Cazin, la vede allo stesso modo. Secondo lei i deputati delle regioni meridionali dovranno collaborare ancora più strettamente. "In Alta Engadina già ora facciamo incontri regolari con la regione Maloja prima delle sessioni. Ci troviamo con tutti i partiti e discutiamo i temi che sono importanti per il nostro territorio. In futuro sarà importante cercare questo scambio anche con Poschiavo, Brusio, la Bassa Engadina e la Mesolcina", ha spiegato Saratz Cazin.

Quota italfona in governo?

Le elezioni cantonali di ieri hanno anche visto sfumare la possibilità del ritorno di un rappresentante di lingua italiana nell'esecutivo. Il bregagliotto Maurizio Michael ha tentato di riportare l'italianità in governo dopo 16 anni di assenza. I 13'827 voti raccolti non sono però bastati.

Il presidente della Deputazione grigionitaliana in Gran Consiglio, Samuele Censi, si dice dispiaciuto per la mancata elezione di un italofono in governo. "Il fatto che Maurizio Michael sia anche presidente del PLR cantonale non ha aiutato, perché ha avuto più difficoltà a carpire voti fuori dal partito", ha commentato Censi (PLR). In vista di una futura candidatura italofona secondo il deputato liberale sarà necessario creare alleanze fra i partiti e unire le forze. "Se siamo frammentati all'interno delle valli italofone diventa difficile far eleggere un candidato o una candidata in tutto il Cantone".

Il presidente della Pro Grigioni Italiano, Franco Milani, auspica che la mancata elezione di un rappresentante italofono stimoli gli eletti a mostrare un'accresciuta sensibilità nei confronti della comunità italofona del cantone. E avanza una proposta per il futuro. "In una prospettiva più generale dobbiamo puntare a un cambiamento strutturale che in futuro favorisca maggiormente la rappresentanza di ognuna delle due aree linguistiche cantonali minoritarie. Perciò una speranza ancora maggiore è che il Cantone torni ad occuparsi di come rappresentare più equamente le minoranze linguistiche nel governo. L'ispirazione potrebbe venire da quanto già in vigore in altri cantoni bilingui, inserendo disposizioni a livello costituzionale o legislativo, secondo cui alle due lingue minoritarie sia concesso di diritto un seggio in seno all'esecutivo", ha illustrato Milani.

L'introduzione di una quota linguistica in governo non convince però il presidente della Deputazione grigionitaliana. "Sono necessarie le qualità di una persone e la volontà politica. Fissare una quota nella legge cantonale può diventare pericoloso", ha concluso Censi.

Contenuto pubblicitario