Antipasto della Biennale Bregaglia

Il 3 aprile nella sala polivalente di Bondo Anna Radaelli, curatrice dell'edizione 2026 della Biennale Bregaglia, ha descritto gli interventi degli artisti selezionati. Assieme a Davide Fogliada ha ribadito che non si tratta di organizzare un evento per un pubblico, quanto piuttosto di costruire, grazie al legame tra popolazione, collaboratori e sostenitori, un lavoro artistico. Il coinvolgimento è alla base per gli ideatori della Biennale e risponde all'accordo con la popolazione, con il Comune, Cantone, fondazioni e i privati sostenitori.

Pro Natura, Centro Giacometti, Scuole di Bregaglia sostengono e partecipano attivamente alla crescita culturale della Valle. Gli artisti conoscono gli abitanti, si fondono con essi mostrando aspetti della cultura locale, della produzione e esaltando aspetti dell'architettura presente:

Helena von Beust farà comunicare gli abitanti;
Simone Berti metterà in dialogo uomini e natura;
Al Fadhil rielaborerà il caratteristico suono dei "zampoin";
Marika Fujita abiterà la casa sul ponte di Promontogno con la sua arte;
Kathrin Siegrist darà un soffitto alle rovine del Belvedere;
Pietro Pirelli ci attirerà a S. Gaudenzio col favore delle tenebre;
Celia e Nathalie Sidler contribuiranno alla diffusione dei prodotti caseari dell'Alpe di Cavlocc;
Umberto Cavenago creerà un'installazione destinata a rimanere, spazio di gioco e rifugio;
Dominik Zehnder aprirà una finestra su chi attraverso la Valle.

DEM, al secolo Marco Barbieri, ha dato, in occasione dell'atto pasto una dimostrazione della collaborazione tra artisti e abitanti: con gli studenti di quinta e sesta ha lavorato, mostrando loro i suoi attrezzi del mestiere e traendo ispirazione da loro per la creazione di un' opera collettiva.