200 franchi non bastano: la voce delle minoranze è a rischio

La Pgi guarda con preoccupazione al possibile esito dell’iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)».
16.12.2025
2 min
Logo di un ente con la scritta "PgI" in caratteri bianchi su sfondo verde circolare.

La Pgi guarda con preoccupazione al possibile esito dell’iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)». Un eventuale sì all’iniziativa avrebbe conseguenze profonde e durature per il panorama mediatico svizzero. I tagli previsti, con forti ripercussioni sul personale e sulla programmazione, colpirebbero l’intero Paese, ma in modo particolarmente duro le minoranze linguistiche e le regioni che già oggi dispongono di una copertura radiotelevisiva ridotta. Eppure, proprio laddove le distanze geografiche e linguistiche possono creare fratture, la presenza di un’informazione accessibile, indipendente e affidabile svolge un ruolo essenziale perché favorisce la conoscenza reciproca, promuove il plurilinguismo e contribuisce a mantenere un legame solido tra tutte le regioni della Confederazione.

La nostra preoccupazione è concreta: temiamo che, in futuro, la SSR non sia più in grado di garantire un’offerta radiofonica e televisiva completa e di pari valore nelle diverse lingue del Paese. Un’eventuale riduzione forzata delle attività impedirebbe alla SSR di continuare – e tanto meno di rafforzare – il suo contributo alla coesione nazionale, allo scambio culturale e alla partecipazione democratica su tutto il territorio svizzero.

Particolarmente allarmante è l’impatto, già annunciato, che i tagli avrebbero sulla copertura dell’attualità e dell’informazione quotidiana. Per il Grigionitaliano (come pure per tutta l’italofonia in Svizzera), le trasmissioni della RSI costituiscono un accesso regolare a notizie regionali, cantonali, nazionali e internazionali in lingua italiana. Ogni riduzione del servizio significherebbe, di fatto, una perdita di visibilità e di voce per una comunità che già oggi deve impegnarsi con forza per far sentire le proprie esigenze e tutelare la propria identità linguistica e culturale.

La riduzione del canone a 200 franchi produrrebbe effetti sproporzionati proprio nelle regioni periferiche e tra le minoranze linguistiche, dove la presenza di un servizio pubblico forte non è un lusso, ma una condizione essenziale per garantire equità, rappresentanza e partecipazione.

Di fronte a questi rischi, esprimiamo una profonda preoccupazione per il futuro della coesione nazionale e della diversità linguistica del nostro Paese: due pilastri fondamentali dell’identità svizzera, che meritano di essere tutelati e rafforzati, non indeboliti.

 

Consiglio direttivo della Pgi